La Grande Cascata dell'Aniene a Villa Gregoriana vista attraverso i rami degli alberi, tra le pareti rocciose e la vegetazione della gola
La Grande Cascata di Villa Gregoriana — foto: Lalupa · Public domain · Wikimedia Commons

A pochi passi dal centro storico, la città di Tivoli si affaccia su una profonda gola verde dove l'Aniene si getta con un salto spettacolare. È Villa Gregoriana, un parco in cui natura, archeologia e ingegneria si intrecciano in un paesaggio che sembra uscito da un dipinto romantico. Da Erbehouse dista circa 400 metri in linea d'aria: potete raggiungerla comodamente a piedi.

Un parco nato da un'alluvione

La storia di Villa Gregoriana comincia con un disastro. Il 16 novembre 1826 una violenta piena dell'Aniene travolse parte di Tivoli, causando gravi danni alla città. Papa Gregorio XVI decise allora di intervenire in modo radicale: il progetto, affidato all'ingegnere Clemente Folchi, prevedeva di deviare il corso del fiume attraverso un doppio traforo scavato nel Monte Catillo.

I lavori si svolsero tra il 1832 e il 1835 e l'opera fu inaugurata solennemente il 7 ottobre 1835. Le acque, incanalate nel nuovo percorso, diedero vita alla Grande Cascata, un salto di circa 120 metri che divenne subito una delle attrazioni più ammirate della città. Intorno alla cascata e al vecchio letto del fiume fu sistemato un parco con sentieri, belvedere e punti panoramici, a cui fu dato il nome del pontefice.

La Grande Cascata e le grotte

La cascata è il cuore scenografico del parco e si osserva da diversi punti del percorso, ciascuno con una prospettiva differente. Scendendo nella forra si incontrano poi due luoghi dal fascino quasi teatrale: la Grotta di Nettuno e la Grotta delle Sirene, modellate nel corso dei secoli dalla forza dell'acqua nella roccia calcarea.

Qui si capisce bene quanto la natura abbia lavorato insieme all'uomo: rocce scavate, vegetazione rigogliosa, il rumore costante del fiume. Una parte delle acque dell'Aniene, già dalla fine dell'Ottocento, è stata destinata alla produzione di energia elettrica, per questo la portata della cascata può apparire diversa da quella raccontata nelle antiche vedute.

Archeologia nella valle

Villa Gregoriana non è solo natura. Lungo i sentieri si incontrano i resti della villa attribuita a Manlio Vopisco, celebrata dal poeta latino Stazio, e alzando lo sguardo si scorge l'acropoli dell'antica Tibur con i suoi due templi: il Tempio di Vesta, a pianta circolare, e il Tempio della Sibilla, a pianta rettangolare. Visti dal fondo della valle, in bilico sullo strapiombo, spiegano da soli perché questo luogo abbia affascinato i viaggiatori del Grand Tour. Ne parliamo più a fondo nell'articolo dedicato all'acropoli di Tivoli.

Il FAI e la rinascita del parco

Dopo un lungo periodo di abbandono, il parco è stato affidato al FAI – Fondo per l'Ambiente Italiano, che tra il 2002 e il 2005 ne ha curato il recupero e la riapertura al pubblico. Oggi i sentieri sono stati risistemati e la visita permette di scoprire in sicurezza un paesaggio che per anni era rimasto difficile da raggiungere. Il parco è anche un esempio di come un'opera nata per proteggere una città dalle piene sia diventata, nel tempo, un luogo di bellezza da tutelare e da vivere con rispetto.

Consigli pratici per la visita

  • Il parco occupa una forra con un dislivello importante: il percorso scende fino al fondovalle e poi risale, con molti gradini. Non è adatto a passeggini e sedie a rotelle.
  • Calcolate circa due ore, più il tempo per le soste e le foto.
  • Scarpe con una buona suola sono indispensabili, soprattutto dopo la pioggia, quando i sentieri possono essere scivolosi.
  • Portate acqua: in estate la risalita può essere faticosa nelle ore centrali.
  • Ingressi, orari, biglietti e chiusure stagionali vanno sempre verificati sui canali ufficiali del FAI prima di partire.

Villa Gregoriana si abbina benissimo a una visita dell'acropoli e a una passeggiata nel centro storico: potete organizzare tutto a piedi e rientrare in appartamento per una pausa prima della cena. Se invece preferite un programma più ricco, dedicate la mattina a Villa d'Este e il pomeriggio alla gola dell'Aniene: sono due modi molto diversi di raccontare il rapporto tra Tivoli e l'acqua, uno geometrico e rinascimentale, l'altro selvaggio e romantico.

In breve: Villa Gregoriana nasce dopo la piena dell'Aniene del 1826 e dal traforo voluto da papa Gregorio XVI, inaugurato nel 1835. Oggi è un bene del FAI, con la Grande Cascata di circa 120 metri, le grotte di Nettuno e delle Sirene e la vista sui templi dell'acropoli. Calcolate due ore, scarpe comode e verificate orari sui canali ufficiali.

La Grande Cascata a pochi minuti da Erbehouse

Villa Gregoriana e i templi dell'acropoli sono raggiungibili a piedi dall'appartamento: una mattina nella gola dell'Aniene e una pausa rinfrescante in centro.